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Capablanca seduto di fronte alla scacchiera

Scacchi il gioco senza età. Gli scacchi moderni: Capablanca

Gli scacchi moderni: Capablanca

Capablanca nacque certo in un giorno di festa e di tripudio! Cantavano gli angeli nelle alture e le muse danzavano intorno alla casa un gaio girotondo, mentre la dea fortuna gli preparava i regali: bellezza, ricchezza, salute, intelligenza, tutto ben dosato e senza eccedere; soltanto il cartoccio della saggezza era un po’ bucato…”
Questo è il pensiero del Grande Maestro Esteban Canal sul virtuoso terzo Campione del mondo Capablanca.

Josè Raul Capablanca nacque all’Avana nel 1888, imparò a giocare osservando il padre a soli 5 anni e visto il suo precoce talento il genitore lo portò subito al locale circolo scacchistico dove dopo aver sbaragliato tutti gli avversari sconfisse a soli 13 anni anche il Campione di Cuba Juan Corzo.

Diplomatosi  nel 1904 venne mandato a New York per imparare l’Inglese e qui frequentò il Manhattan Chess Club dove nel 1909 fu organizzato un match contro Frank Marshall allora il più forte giocatore americano. Capablanca lo annichilì vincendo 8 partite e perdendone una sola.

Grazie ai suoi risultati ai tornei di New York del 1910 e  del 1911 fu invitato al torneo di San Sebastian in Spagna, allora uno dei più forti tornei al mondo, dove vinse sorprendentemente davanti ai più quotati giocatori del periodo. Lanciò quindi la sfida al Campione Mondiale Lasker, ma questi propose delle condizioni per Capablanca inaccettabili. Negli anni seguenti vinse diversi tornei a New York e all’Avana e nel 1914, dopo essere stato assunto dal ministero degli Esteri di Cuba eccolo a san Pietroburgo dove riuscì a partecipare al prestigioso torneo e dopo aver vinto il girone preliminare si classificò secondo dietro a Lasker in quello finale. Lo Zar Nicola II° premiò i cinque finalisti con il titolo di Grande Maestro, oltre a Capablanca e Lasker il riconoscimento fu dato ad Alechin, Tarrasch e Marshall.

Lo scoppio della prima guerra mondiale bloccò l’attività scacchistica solo alla fine di questa ricominciarono con Lasker le trattative per il titolo. Finalmente nel 1921 ebbe luogo la sfida all’Avana e Capablanca vinse per abbandono di Lasker quando la sfida comunque era già compromessa. Capablanca divenne così il terzo Campione Mondiale, titolo che mantenne per 6 anni senza avere sfidanti, risultando però imbattibile in tutti i tornei a cui partecipò.

Solo nel 1927 arrivò la sfida di Alechine e ovviamente Capablanca era nettamente favorito ma inaspettatamente perse, sopratutto per aver sottovalutato la forza dell’avversario. Si discusse molto sul risultato di questa sfida che incoronò Alechin quarto Campione Mondiale di scacchi. Gli esperti dissero che la causa principale della sconfitta di Capablanca era da ricercarsi nell’abitudine del cubano di basarsi solo sulla sua tecnica che, anche se superlativa, aveva bisogno comunque di una buona resistenza fisica, cosa che venne a mancare dopo un match estenuante di ben trentaquattro partite. Lo stesso Capablanca ammise poi in un intervista che non si può affrontare una tale sfida senza una adeguata preparazione basandosi solo sulle proprie qualità.

In seguito Capablanca continuò a cercare la rivincita, ma Alechin pose le stesse condizioni che lui aveva posto per il titolo e nonostante i continui successi del cubano la rivincita non ebbe mai luogo.  Arrivò anche la seconda guerra mondiale che pose fine a tutte le speranze. Capablanca morì nel 1942 e ironia della sorte proprio al “Mount Sinai Hospital” lo stesso ospedale di New York dove l’ anno prima era morto il suo predecessore Lasker. Di lui ci resta il ricordo di un genio talentuoso ma anche mondano, attratto dalle donne, dal gioco e dalla bella vita.

Nando Franceschetti
Delegato Coni Federazione Scacchistica Italiana(FSI) per la provincia di Lecco
Istruttore Federale di scacchi

Pubblicato originariamente su lecconotizie.com

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